Il non-problema del gender

Ho sempre detestato i non-problemi. Si tratta di questioni presentate come contro-intuitive e con soluzioni altrettanto contro-intuitive, da cui la mente si lascia abbindolare per leggerezza o per sorpresa.

Uno di questi non-problemi è la questione del gender. Quest’ultimo è riassumibile nei seguenti termini: a qualcuno non va bene che qualcun altro si lamenti per via del proprio corpo attuale. Come se qualcuno stesse indossando una maglietta troppo stretta e se ne lamentasse, e noi andassimo da lui a dirgli «Smettila di lamentarti, ti sta benissimo»; ma che importa a noi della sua maglietta? Quale parte della nostra vita cambierà, qualora dovesse cambiare in primis la maglietta o il gender di un’altra persona? Quale temibile effetto farfalla innesterebbe questo fatale atto ipotetico? Rispondere a questo interrogativo risulta verosimilmente impossibile.

A chi mai verrebbe in mente di negare qualcosa del genere a qualcuno? Quale è la perdita in questo? Se c’è una domanda, ci sarà anche un’offerta: e, evidentemente, anche nel caso in cui la domanda sia una richiesta di auto-castrazione, l’offerta ci sarà.

Siamo così egoisti da non riuscire a comprendere che ad un’altra persona potrebbe non piacere il proprio taglio di capelli; e per questa ragione pretendiamo che non debbano cambiarlo, poiché sarebbe “contro-natura”. Eppure, rimane solo questo: l’unica cosa contro-natura è la preoccupazione che scaturisce da tutti questi discorsi. Essere-con-la-natura non è questo. Essere-con-la-natura è domandarsi sul perché qualcuno desideri così ardentemente cambiare il corpo che abita, ribaltando il proprio asse interiore, decidendo di vivere una vita che non è la sua, e arrivando a tale conclusione a partire proprio da quel suo corpo.

Risulterà pertanto chiaro che tutto ciò è un non-problema. Se qualcuno vuole farsi tagliare il pene affinché da rimpiazzarlo con una vagina, che lo faccia pure: io di sicuro non ne rimarrò sconvolto. Eppure, lo rimarrei qualora qualcuno facesse della propria vita una missione con l’obiettivo di evitare a tutti i costi che gli altri individui abbiano questa possibilità. Questo implicherebbe infatti diverse cose:

– Questo ipotetico individuo, decisamente caparbio, dovrebbe infatti uccidere ogni chirurgo esistente e ogni potenziale chirurgo; in altre parole, dovrebbe uccidere ogni medico formato, in formazione, o in generale chiunque sogni di fare il medico in un futuro.

– Inoltre, per essere maggiormente sicuro di evitare qualsivoglia possibilità funesta, dovrebbe tagliare le mani ad ogni abitante del pianeta Terra. Difatti, qualora non lo facesse, nulla impedirebbe a chiunque di formarsi autonomamente circa “l’arte del taglio” o “l’arte della modifica”, e di metterla in pratica per sé stessi o per altri.

– Inoltre, ça va sans dire, questo audace protettore della libertà dovrebbe liquidare ogni essere trans vivente — ed anche quelli ancora in decomposizione, soprattutto nel caso in cui i loro organi riproduttivi siano ancora “freschi” e facilmente ispezionabili — onde evitare qualsiasi tipo di studio che possa essere condotto nei loro riguardi: dobbiamo cancellare una volta e per tutte questa piaga dalla faccia della Nostra Terra.

– In ultimo, tale Superuomo dovrebbe venire a patti con la cruda realtà: finché, infatti, sarà immerso all’interno di una rete sociale, composta da una molteplicità di individui, non avrà mai e poi mai la possibilità di controllare e ordinare il mondo come Lui conosce e sa esser meglio. Per questa ragione, l’unica soluzione a tutto ciò consiste in un completo ed assoluto appiattimento del livello: bisogna eliminare ogni essere umano e non-umano che non coincida in maniera perfetta con se stesso: solo così nessuno potrà avere idee deviate; solo così sarà possibile riportare la Mia Terra in auge; solo così non si avranno più problemi o non-problemi, ma unicamente soluzioni.

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